domenica 19 febbraio 2012

Il Biogas (ed altri progetti) a nostra insaputa

In merito alla "querelle" relativa alla centrale biogas di Gazzata, rimaniamo molto diffidenti sulla realizzazione di questo impianto, e sul suo impatto ambientale in una zona a forte vocazione agricola.

Ma, al di là degli aspetti tecnici ed ambientali (comunque importanti), crediamo che il processo di avvicinamento alla costruzione del biogas avrebbe dovuto essere affrontato diversamente da parte della giunta di San Martino in Rio, che purtroppo, manifesta grossi problemi di comunicazione ai suoi cittadini ed anche ai suoi partiti alleati (tra cui noi).

Approvare il tutto in maniera silenziosa, soprattutto a Gazzata, che da sempre chiede maggior attenzione da parte delle scelte del comune, è un errore grave. Non capisco perché l’assessore Casarini dichiari sulla Gazzetta di Reggio che verrà fatta un assemblea “ad iter concluso”.
Perché questa assemblea non poteva essere fatta prima? Il comune avrebbe avuto la possibilità di chiarire e di dimostrare ai cittadini di Gazzata che la costruzione di una centrale a biogas, non dipende dal comune, e che purtroppo se rispetta certi requisiti, non si può impedirne il suo realizzo.
L’assessore all’ambiente Casarini, inoltre, in merito all’impatto ambientale, dichiara su 24emilia.com che “le preoccupazioni espresse dal consigliere regionale Favia, sono le stesse nostre preoccupazioni”. Ma perché queste preoccupazioni saltano fuori adesso? Casarini è assore all’ambiente, fa parte di un partito a vocazione ecologista ed ambientalista, dunque, solo ora esterna le sue preoccupazioni? Ammesso che il comune abbia le mani legate su questa vicenda, perché non si è esternato prima queste perplessità?
Intervenire adesso, dopo che si è scatenata questa polemica, è tardivo ed inefficace. E può indurre i cittadini a pensare in maniera diffidente sull’operato svolto. Il comune in questo periodo ha dovuto approvare una variante al piano regolatore, cambiare la destinazione d'uso del terreno, e dare una concessione edilizia; dunque vi era anche il tempo per un confronto pubblico.

Se il rapporto con i cittadini non è molto trasparente, anche con i partiti alleati, fin’ora, non vi è una proficua comunicatività.
Come Italia dei Valori diamo merito di essere sempre coinvolti nelle riunioni di maggioranza che vengono svolte prima delle sedute del consiglio comunale, ma oltre a questo rimane ben poco.
Ad oggi ancora non sappiamo dei progetti sul futuro di San Martino in Rio.La centrale a biogas è venuta a galla grazie all’interrogazione della lista Alternativa per San Martino in Rio, e grazie alle polemiche giornalistiche di questi tempi.
E non è l’unico caso: se si pensa alla viabilità modificata su Via Magistrelli, o agli altri progetti di viabilità sul centro storico di San Martino in Rio, sui quali non sapevamo e non sappiamo ancora nulla.
Pur sostenedo questa maggioranza, ci tocca accettare certi cambiamenti o progetti come “sorprese” calate dall’alto.

Anche l’Italia dei Valori ha un rapporto diretto con i cittadini, e, pur non avendo eletto nessun consigliere, siccome ha contribuito alla vittoria elettorale di questa giunta, crediamo sia opportuno metterci a conoscenza dei progetti futuri in cantiere per la nostra città. Questi sono impegni imprescindibili all'interno di una coalizione elettorale.
Pur non avendo possibilità di voto, ci teniamo a salvaguardare il rapporto con i cittadini, e ad illustrare loro i cambiamenti in atto. Se ciò non avviene, e se la fiducia con gli elettori cala, non è certo per demerito nostro. Abbiamo dimostrato di comunicare con i cittadini anche al di fuori dei periodi elettorali, con dibattiti pubblici, con questo blog, con la raccolta di firme per i referenum, e con banchetti. Dunque, ci teniamo a dissociarci in questo difetto di comunicazione che la maggioranza ha con i suoi elettori (e con noi).
Ricordo le parole del Sindaco Oreste Zurlini in campagna elettorale, che elogiava la coalizione e dichiarava che: “ci sarà spazio per tutti”. Bene, noi siamo qui.

Tommaso Riccò
Italia dei Valori San Martino in Rio

venerdì 27 gennaio 2012

Triste revisionismo dal (poco) onorevole Del Bue

Apprendiamo con stupore e sdegno le parole e l'atteggiamento revisionista mostrato dall'Assessore Del Bue, nei confronti della Resistenza.

Crediamo sia altamente fuori luogo affidare presunte ricerche storiche a studiosi revisionisti appartenenti alla destra più intensigente, che hanno il solo scopo di rendere la dittatura fascista qualcosa di "più umano" agli occhi del pubblico odierno, e dunque promuovere la crescita dell'estrema destra in Italia. Lo scopo è screditare i valori della Resistenza, dei Partigiani, e storcere una realtà storica già consolidata, così da alimentare i facinorosi come Casa Pound, Forza Nuova, e altri gruppi estremi, che sono, purtroppo, una triste realtà nel nostro Paese.

Chissà perchè questi paladini del "riequilibrio storico" non hanno mai avuto tempo per approfondire i diversi campi di concentramento fascisti (fascisti e non nazisti) presenti sul nostro territorio (come quello di Gonars in Friuli, o di tanti altri), dei quali per decenni non si è parlato, e si è messo tutto sotto silenzio.

Se il sig. Del Bue ha così tanta sete di verificare la storia, perchè non affidare queste ricerche a persone super partes, non condizionate da schieramenti politici?

Proviamo profonda tristezza per le dichiarazioni sulla morte dei f.lli Cervi, che sono tese a sminuire la gravità della strage e il dolore della famiglia di Campegine. Inoltre, non capiamo questa azione di revisionismo sulla morte del dott. Azzolini, che viene descritto come atto persecutorio, seppure sia stato già consolidato che si trattava di un atto di guerra.

Riteniamo poco opportuno avere in giunta il sig. Del Bue, assessore a Reggio Emilia, città decorata con la medaglia d'oro al valor militare, per la sua lotta a favore della Liberazione dal fascismo, e pertanto ci associamo a chi ne chiede le dimissioni.
Da normale cittadino potrà fare le valutezioni che ritiene giuste, ma non da assessore che rappresenta la città di Reggio Emilia e i suoi cittadini.

Ci attendiamo anche prese di distanza dai vertici provinciali del P.S.I. Diversamente il ns. partito cesserà eventuali collaborazioni a livello locale con qualsiasi esponente di tale partito.
Sui valori della Resistenza non si discute.

Italia dei Valori di San Martino in Rio


Collegamenti esterni per utili approfondimenti:
Campi di concentramento italiani
Campo di concentramento di Gonars (UD)
Italiani brava gente??
Crimini di guerra e lager fascisti
Casa Pound getta fango sui partigiani
Reggio Emilia medaglia d'oro al valore militare

lunedì 9 gennaio 2012

Il PD, il governo Monti e noi..... a San Martino

Rispondiamo, con questo articolo, alle diverse persone che ci hanno chiesto in merito all'alleanza IDV e PD, e se essa avrà riflessi locali, visto la differenza di vedute a livello nazionale sull'operato del Governo Monti.

Innanzitutto, crediamo doverosa una veloce premessa relativamente alla posizione dell'IDV. Il nostro partito fin dall’inizio del governo Monti, non ha mai dato per scontata la fiducia. Visto la grave crisi economica e occupazionale italiana, crediamo opportuno valutare punto per punto, quanto propone questo governo “tecnico” (che poi tecnico non è, ma questa è un'altra storia…).

Fare come il PD, che ha subito dichiarato la piena e totale fiducia al governo Monti, prima ancora che esso proponesse delle misure per fronteggiare la crisi, ci sembrava affrettato. Così come ci sono sembrate fuori luogo le dichiarazioni di alcuni esponenti del Partito Democratico, che hanno duramente ed aspramente criticato Di Pietro per la sua posizione subordinata alle proposte di Monti.
Addirittura c'è anche stato chi (per esempio Follini, Serracchiani, Franceschini, Gentiloni), ha sperato in un opportunità per smarcarsi dall'IDV e per gettare nel cestino il progetto nato a Vasto con IDV, SEL, e PD.
Tutte queste accuse e proclami ci risultano molto indigesti, ma si chiude un occhio (fin che si riesce) e si tira avanti per il bene della sinistra.

La situazione economica attuale, rispetto all’era pre-Monti, non è cambiata alcunché. Pochi giornali o mass media hanno continuato a dare risalto al fatto che lo spread è ancora alto (oggi è di oltre 530 punti) e che le borse ogni giorno fanno registrare dei saldi negativi da paura.

Benvenga la sobrietà di Monti per dimenticare Berlusconi, ma il timore è che la solfa sia sempre la stessa, e che a pagare siano sempre i semplici cittadini. D'altronde la maggioranza dei seggi in parlamento è ancora del PDL, e difficilmente verranno proposte delle politiche invise al centrodestra. Per esempio, l'assegnazione delle frequenze TV sarebbe stata proposta quasi a costo zero. E' solo grazie all'IDV che probabilmente verranno riviste le regole di assegnazione, garantendo qualche miliardo in più alle casse dello stato. E' sempre grazie all'IDV che in parlamento ci sarà una forte opposizione all'abolizione dell'articolo 18, ventilata dal governo (da notare che secondo l'Ocse in Italia abbiamo già un altissima flessibilità lavorativa. Dunque, perchè accanirsi con l'art.18?)

Noi vorremmo una manovra più equa, proporzionale al reddito dei cittadini, vogliamo stangare chi i soldi li ha "scudati" all'estero, vogliamo abolire le folli spese militari (15 miliardi per dei superflui cacciabombardieri), eliminare enti inutili (abolizione delle province)ed i costi della casta; noi crediamo che una manovra equa per salvare il nostro Paese e per garantire crescita sia possibile, senza gravare ulteriormente sulle tasche dei soliti onesti cittadini.

In Parlamento il Pd per ora non sembra essere molto scosso, e continua nel sostenere il governo Monti.

E a livello locale?
Finiti i lustrini e i cotillons per la cerimonia del tricolore, anche il PD dovrà affrontare questa dura realtà che sostiene a livello nazionale.

Un ordine del giorno del 21/092011 presentato dal gruppo “Uniti per San Martino” (del quale sia noi che il PD facciamo parte), criticava aspramente la manovra finanziaria dell’allora ministro Tremonti e governo Berlusconi.
Critiche dure, che noi appoggiamo, ancora adesso, senza alcun dubbio.

Quell’ordine del giorno, (allegato protocollato come nr. 0005077 del 21/09/2011, e reperibile in rete), ha ricevuto il nostro sostegno perché, oltre alle forte critiche ai tagli ai comuni, citava testualmente:
[…] Il governo inoltre impone sacrifici in modo sistematico principalmente agli enti locali, ai cittadini cosiddetti “rintracciabili”, cioè al lavoro dipendente e ai pensionati, salvaguardando i grandi capitali e impegnando provvedimenti risibili contro l’evasione fiscale, vera piaga nazionale. […]

La manovra bis [ …] andrà a colpire i ceti deboli e medi e in particolare chi, con lavoro da reddito dipendente è ormai soggetto ad una gravosa imposizione fiscale.
[…]”.

Noi non crediamo che da Berlusconi a Monti la situazione sia cambiata, così come non crediamo che la manovra Monti rispetti quei criteri di equità voluti in questo ordine del giorno.
Il nostro non è un NO ideologico: con o senza Berlusconi, se la manovra è iniqua, tale rimane anche per noi (alla faccia di chi accusava l’IDV di essere solo antiberlusconiana).

Io credo che a livello locale, il PD dovrà dare risposte, e dare seguito, a quanto da loro proposto con l’ordine del giorno di settembre; nello specifico: il PD a livello locale crede che le nuove manovre non siano da criticare?
Il PD crede che le nuove proposte di Monti, non colpiscano ancora i cittadini con reddito dipendente e i pensionati?
Il PD crede che, ora, grazie a Monti, verranno colpiti i grandi evasori, e si lascerà un po di respiro ai ceti deboli e medi?

Differentemente, sarà il PD a fornire risposte ai cittadini, sul perché l’approccio ora sarebbe diverso, e spiegare le differenze tra Monti e Berlusconi.

Noi continuiamo a sostenere il fatto che, stando così le cose, a pagare sono sempre i cittadini, e continuiamo a sostenere i contenuti di quell’ordine del giorno presentato a settembre 2011 (come avevamo fatto durante la riunione di maggioranza).
In definitiva, saremo sempre dalla parte dei cittadini.

Tommaso Riccò

sabato 24 dicembre 2011

A tutti gli iscritti, ai simpatizzanti, a chi ci ha scelto e a chi ci segue: AUGURI DI BUONE FESTE E FELICE ANNO NUOVO

Di norma è questo il modo e la consuetudine di porre gli auguri per le feste di Natale, noi dell’Italia dei Valori lo pronunciamo ancora e con maggior forza lo auguriamo, perché i cittadini italiani, quelli poveri, i precari, i senza lavoro, quelli che non arrivano a fine mese, quelli che sono e che verranno licenziati, ne hanno veramente bisogno.
Dopo la batosta degli ultimi provvedimenti, il governo ci ha imposto ulteriori sacrifici in virtù di un possibile fallimento dell’Italia che si profilava all’orizzonte: Tutto ciò con il solito sistema di pretendere le risorse necessarie al paese dai più poveri e di non toccare mai i ricchi.
Questo governo si presta a far sponda ad alcuni industriali intaccando i diritti sovrani di chi lavora e nello stesso tempo salvaguardano gli interessi delle banche senza togliere i privilegi agli amministratori, senza intaccare i patrimoni dei più abbienti.
Noi dell’Italia dei Valori abbiamo proposto soluzioni diverse quali: la patrimoniale, tassazione delle rendite finanziare, lotta all’evasione, abbiamo proposto strategie che colpiscono i veri signori che comandano in Italia, ma la nuova maggioranza inedita parlamentare (pd-pdl-udc ) ha fatto sponda al governo dei tecnici e hanno bocciato le nostre tesi.
Ci chiedono pazienza, ma la paura, il disorientamento, la preoccupazione di non farcela, di non vedere uno sbocco, è un vero e proprio incubo.
Ma noi dobbiamo crederci fino in fondo.

BUONE FESTE

Il responsabile locale IDV
Bertani Giovanni

giovedì 17 novembre 2011

Matteo Olivieri (M5S) ci ricasca! Ancora demagogia e populismo, per lo smemorato consigliere di Beppe Grillo

Certe volte rimango basito da alcune dichiarazioni che vengono rilasciate dai nostri politici locali. Alcune volte è meglio sorvolare, spesso bastano esse stesse a rivelare il livello intellettivo di chi le pronuncia.
Ma, proprio oggi, non posso che fare a meno di evidenziare e rispondere a Matteo Olivieri (esponente in comune a Reggio Emilia del Movimento 5 Stelle).
Il sig. Olivieri accusa il nostro partito di non essere coerente nella lotta agli sprechi e nella abolizione delle province, per il semplice fatto che il nostro partito si presenta regolarmente alle elezioni provinciali e perchè il ns. consigliere Magnani non ha votato a favore della riduzione dei consiglieri provinciali (da 24 a 12).
Chissà se ad Olivieri capiterà di leggere queste righe, ma proviamo a spiegare a lui e a tutti i grillini, come stanno le cose. Magari in futuro eviterà, il caro Olivieri, di rilasciare commenti a vanvera sui quotidiani, e fare magre figure.
La presenza dell'Italia dei Valori alle elezioni provinciali non è assolutamente incoerente: noi siamo per l'abolizione delle province, ma, fino a che esse saranno in funzione, è nostro dovere parteciparvi per cercare di portare avanti i nostri ideali. Se l'Italia dei Valori non si presentasse alle provinciali, il suo posto sarebbe occupato da altri. Con quale criterio Olivieri dichiara la nostra incoerenza? Se usasse un po più di sano realismo e meno demagogia, si accorgerebbe dell'inutilità di questa affermazione. La raccolta firme avviata quest'estate (contro l'immobilismo di gran parte dei vertici di altri partiti) rappresenta un fatto concreto per l'abolizione, che nulla centra con la presenza in consiglio provinciale. Si dichiara, invece, coerente lui ed il M5S perchè sono fuori dalla provincia. Bene, allora, il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto anche evitare i loro festeggiamenti ed interessamenti per l'abolizione dell'inceneritore, visto che la competenza è provinciale. Stando al suo ragionamento, Olivieri dovrebbe occuparsi del suo orticello. Ma non solo non lo fa, va ben oltre.

Accusa il cons. Magnani (IDV) di essere stato contro la riduzione dei consiglieri provinciali. La riduzione dei consiglieri provinciali e comunali è stata voluta (secondo me a torto) per ridurre le spese pubbliche. Sarebbe un ottima idea, se non che, sappiamo tutti che, per esempio, un consigliere comunale quadagna pochi euro come gettone di presenza. A San Martino sono 17 euro lordi. Siamo sicuri che la riduzione di queste spese possa fare in modo di risparmiare milioni di euro allo stato? Credo di no. Credo di no, perchè come sempre anche qui si colpisce a caso, e non si guarda concretamente ai veri sprechi: gli stipendi, i vitalizi e tutte le agevolazioni fiscali dei parlamentari sono ben più massicci rispetto a quello di un consigliere provinciale.
Poi ci sara chi dirà: iniziamo a risparmiare anche dalle piccole cose. Va bene, ma il rischio è quello di svilire la democrazia locale, diminuendo sempre di più i consigli comunali e provinciali (finchè hanno funzione). Con questi tagli pressochè inutili, il comune di San Martino passerà, dalla prossima leglislatura da 12 a 7 consiglieri (pensate che in quella precedente erano 16). La provincia passerà ad avere solo 12 consiglieri. Le domande sono queste: siamo sicuri che riducendo drasticamente il numero dei consiglieri, si riesca lo stesso a dare degna rappresentanza democratica a tutti le anime politiche differenti, presenti sul territorio? Siamo sicuri che, avere pochi consiglieri, significa avere meno inciuci? Ma sopratutto, siamo sicuri che ridurre la gestione pubblica in pochissime mani, sia salutare per una democrazia?
Concordo pienamente con Magnani quando dice: "Le cose o si fanno bene o non si fanno. Se vogliamo tagliare i costi dalla politica, o si attuano riforme che abbiano come scopo principale una ridefinizione delle istituzioni al fine di renderle più funzionali e snelle, oppure rischiamo di fallire il mandato impostoci dall'Europa". L'eliminazione delle province e la loro ridefinizione all'interno degli organi già esistenti rappresenta un passo avanti e concreto. Il taglio di rappresentanti politici dove ve ne sono troppi (in parlamento) è doveroso; mentre il taglio a casaccio di costi irrisori a livello locale (dove il problema non è l'esubero delle cariche politiche), è oggettivamente puro populismo. Olivieri, si sforza di disegnare sempre il Movimento 5 Stelle bello, infallibile, coerente, e allavanguardia; ma sposa la politica del populismo, scadendo nella demagogia assoluta.

Non pago di tutto ciò, Olivieri nel suo delirante comunicato dice che "l'IDV ha scippato la proposta del Movimento 5 stelle di abolire le province". Come se ciò fosse di loro esclusiva proprietà. E disinteressandosi dello scopo, ma promuovendo l'immagine del partito Movimento 5 Stelle.
Poi dice anche che il nostro partito sarebbe spaesato senza Berlusconi. Si dimentica che le uniche concrete proposte fatte dal centrosinistra fin'ora provengono proprio dall'IDV, ed i referendum appena passati ne sono la dimostrazione più lampante. Si dimentica i tanti nomi all'interno del nostro partito che combattono la mafia (Sonia Alfano, Luigi De Magistris, Stefano Pedica, etc..) e che non hanno bisogno di Berlusconi per farlo.

Lo smemorato Olivieri, sempre preciso a fare le pulci all'IDV, dovrebbe farsi venire la memoria e ricordarsi, e magari ricordarci anche a noi: come mai è stato eletto coordinatore nazionale del M5S in una riunione a porte chiuse dove vigeva il divieto di fotografare, riprendere, o registrare qualsiasi cosa?? (alla faccia della loro sbandierata trasparenza! e poi pretendono le webcam in consiglio!)
Visto poi che il suo comunicato spaziava anche all'integrità in regione, lo smemorato Olivieri si ricordi come fu eletto De Franceschi (secondo consigliere in regione del Movimento 5 Stelle) contro tutte le regole democratiche e di trasparenza proprie del Movimento 5 stelle. Se non si ricorda, clicchi qui.
Se ce la fa, visto che a voi i costi della politica interessano, provi anche a ricordarsi come mai Favia (altro consigliere "illustre" in regione) in campagna elettorale dichiarò che avrebbe percepito 1.300 euro, poi, una volta eletto sono diventati 2.500 (anche se in realtà la regione gli versa tutti e 8.000 gli euro). Ma lo sa quanti gettoni di presenza ai consiglieri comunali saltano fuori, conl a differenza?

Per concludere, caro Olivieri, cerchi di ricordarsi una cosa: prima di fare comunicati stampa bisogna collegare il cervello, e prima di lanciare accuse bisogna guardare il proprio orticello.

lunedì 7 novembre 2011

Via Magistrelli: il risultato del nostro sondaggio

Il 31 ottobre scorso si è chiuso il nostro sondaggio lanciato su questo blog, inerente alla nuova viabilità di Via Magistrelli.
Noi avevamo espresso tutte le nostre perplessità sulle scelte operate dalla maggioranza, e sempre in un clima di confronto, abbiamo indetto questo sondaggio per capire com'è l'orientamento dei frequentatori di questo blog.
Dieci persone si sono dichiarate favorevoli alla nuova viabilità, uno si è astenuto, mentre una buona maggioranza (19 voti pari al 63%) ritiene non adatta la nuova proposta di senso unico e ciclabile.
Chiaramente non pretendiamo che questo mini-sondaggio possa scatenare grossi stravolgimenti. Crediamo, però nei valori del dialogo e del confronto tra amministratori e i cittadini. E questo sondaggio (e più in generale questo sito), vogliono andare verso questa direzione: i visitatori del nostro blog si sono espressi.
Siccome il nuovo percorso di via Magistrelli è stato proposto in forma sperimentale, speriamo che ulteriori modifche della viabilità, abbiano un confronto con la cittadinanza sammartinese, sopratutto se riguardano (come crediamo) una riprogettazione più vasta del centro storico di San Martino.

martedì 20 settembre 2011

La nuova viabilità... fatta a pillole e che non ci piace. E voi che ne pensate? Vota il nostro sondaggio!!

Lo avevamo notato sul sito del comune alcune sere prima, ma sabato mattina 10 settembre, mentre raccoglievamo le firme per il referendum, alcuni cittadini ci fanno notare che in via Magistrelli è stata modificata la viabilità.
Già fatto! Che velocità !!
A dir la verità, subito non abbiamo capito a che proposito sono state fatte queste modifiche.
Abbiamo poi avuto la possibilità di chiedere alla maggioranza, nella riunione pre-consigliare, le motivazioni di questa scelta.
Ci è stato spiegato che vi erano dei problemi di parcheggio, poichè alcuni clienti della pizzeria in via Magistrelli, invece di utilizzare il parcheggio dietro alla Rocca, parcheggiavano sul lato destro della strada. E questo causava problemi di traffico, in quanto la strada che era a doppio senso di marcia, veniva ristretta dalle macchine impropriamente parcheggiate a lato. Hanno, dunque, pensato di mettere la strada a senso unico, e di ricavare una pista ciclabile sul lato sinistro della strada. Il tutto in un progetto che era stato deciso fin dalla scorsa legislatura (meglio tardi che mai).

Eppure a noi continua a non piacere.
Inanzitutto non capiamo perchè in un tratto vi sono dei parcheggi a lato della strada, e in un tratto no (tra l'altro mancherebbero i posteggi proprio davanti alla pizzeria, che in teoria era all'origine di questa modifica). Poi non capiamo come mai la ciclabile abbia una larghezza differente tra il primo tratto ed il secondo (il passaggio pedonale rialzato divide i due tratti a metà di via Magistrelli). Sempre la ciclabile ci pare una grossa forzatura perchè rappresenta un tratto isolato di ciclabile, non collegata a nessun altra pista ciclabile. Hanno senso dei tratti di ciclabile a singhiozzo? Anche l'esempio del piccolissimo tratto di ciclabile ricavato in via Umberto I, davanti alla gelateria, ottenuto arretrando i parcheggi delle auto, rappresenta anch'esso un esempio di ciclabile isolata e non collegata.
Inoltre, sempre su via Magistrelli, la parte di ciclabile che sbocca su via San Rocco ci pare un po troppo pericolosa: le macchine dirette verso il centro che passano lasciandosi l'ex chiesa San Rocco sulla destra, si vedrebbero sbucare fuori eventuali ciclisti sulla strada all'ultimo momento.
Perchè non si è scelto di sviluppare la ciclabile, sfruttando il percorso ghiaiato che gira intorno ai giardini della Rocca? Sarebbe bastato asfaltare il sentiero esterno e si sarebbe creata una ciclabile mista a pedonale, che non si sarebbe intersecata con il traffico stradale.
Si è calcolato che, così sistemando i sensi unici, si rischia di far aumentare il traffico su via dell'Ospedale, dove vi è la casa di riposo?
Clicca qui per visionare il progetto su via Magistrelli

In definitiva, crediamo non sia un buon metodo. Questo è un intervento che modifica la viabilità in centro storico, che incide sui percorsi dei cittadini che secondo il nostro parere, deve essere integrato ad un progetto di più ampio respiro. Ci è stato detto che la giunta ha un progetto complessivo del centro storico, e che questa novità in via Magistrelli rappresenta un primo stralcio dei lavori. Sarebbe utile, secondo noi, un confronto, non solo con tutte le attuali componenti politiche sammartinesi, ma anche e sopratutto un intervento di illustrazione, ai cittadini, della nuova viabilità che si ha in programma.

Bertani Giovanni (responsabile IDV San Martino in Rio)
e
Tommaso Riccò

E voi cosa ne pensate della nuova viabilità di via Magistrelli? Rispondi al sondaggio nella colonna sul lato del nostro blog, e facci sapere le tue opinioni. Il tuo parere per noi è importante.

martedì 6 settembre 2011

NUOVI REFERENDUM: FIRMA ANCHE TU E DIVENTA PROTAGONISTA DEL CAMBIAMENTO

Continua la raccolta firme in piazza a San Martino in Rio per il cambiamento della legge elettorale e per l'eliminazione delle province.
Sabato 10 settembre 2011 saremo presenti con il nostro banchetto in corso Umberto I° dalle ore 9,00 alle ore 12,30.

Lo scorso sabato la raccolta è partita molto meglio del previsto, con molti cittadini che si fermavano spontaneamente a firmare queste proposte. Non solamente elettori IDV, ma anche e sopratutto semplici cittadini, che, visto i risultati più che soddisfacenti degli scorsi referendum, hanno capito che si possono fare grandi cambiamenti, anche dal basso. L'entusiasmo ed i risultati dei precedenti referendum, devono spingerci ad ottenere un risultato positivo anche su queste proposte perchè se siamo uniti, se lavoriamo per delle idee giuste per il nostro Paese, allora riusciremo ad arrivare ad un nuovo entusiasmante traguardo.

Venite a trovarci sabato mattina al nostro banchetto, oppure, per informazioni contattateci: idvsanmartinoinrio@libero.it, o al cellulare: Bertani Giovanni 335/6948205

Firma anche tu, e diventa protagonista del cambiamento!!!

PERCHE' FIRMARE
Cambiamo la legge elettorale: Oggi in Italia gli elettori non possono decidere chi mandare in Parlamento. Le scelte sono lasciate ai partiti che premiano così i più fedeli ed obbedienti. Certo non i più capaci. Noi vogliamo cancellare questa legge perchè nega il vincolo tra il parlamentare ed i cittadini, primi interpreti dei problemi reali del territorio: gli eletti non sono scelti dal popolo. E'stato rubato ai cittadini il diritto di scegliere chi dovrà rappresentarli in Parlamento! Per questo il suo stesso ideatore (Calderoli) l'ha definita una "porcata". Per questo tutti la chiamano "porcellum". La Casta politica non cancellerà mai una legge che la rende onnipotente. Dobbiamo farlo noi cittadini con il referendum

Aboliamo le province: Attualmente in Italia abbiamo oltre 110 province, un "carrozzone" obsoleto che serve solo a far crescere gli sprechi della politica e le poltrone. E che ci costa tanto: circa 20 miliardi di Euro all'anno, con 4.000 persone tra amministratori ed eletti, più uffici, auto blu, spese di rappresentanza etc..... E' da diverso tempo che che molti politici dicono di voler eliminare le province in campagna elettorale, ma poi nulla si muove.
Non possiamo più aspettare: la crisi non può colpire ulteriormente i cittadini senza toccare i privilegi della Casta.

mercoledì 31 agosto 2011

Rifiuti: l'ennesima farsa del governo Berlusconi

Il 13 Agosto, quando mezza Italia era in ferie, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge nr. 138 "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo", il quale abolisce ufficialmente il Sistri, ovvero il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che ci era stato chiesto dall'Unione Europea.

Già dalla sua nascita, il Sistri, è stato accompagnato da un numero rilevante di problemi, che hanno messo in difficoltà numerose imprese italiane, tanto che furono ben 3 i rinvii per l'applicazione di questo sistema.

Nei progetti iniziali, il Sistri avrebbe dovuto combattere le ecomafie, e avrebbe dovuto funzionare attraverso l'uso di dispositivi tecnologici (come il controllo satellitare del percorso dei rifiuti), l'installazione di telecamere presso gli impianti di smaltimento, e di black box per ogni automezzo che trasporta rifiuti. Il tutto monitorato dai carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) presso una sede avveniristica, che avrebbe attivato controlli sul territorio ad ogni segnalazione o incongruenza.
In realtà, il cammino per arrivare all'attuazione del Sistri è stato pieno di problemi, di incertezze e di domande a cui il ministero non ha mai saputo fornire adeguato supporto: tutto ciò ha generato, come dicevamo, la bellezza di 3 rinvii nell'arco di un paio di anni.
Nel bel mezzo di queste problematiche, il ministro per l'ambiente Stefania Prestigiacomo proclamava le date in cui si sarebbe partiti, senza sconti per nessuno (poi smentita dalle continue proroghe), e presentava questo sistema come "un sistema che è stato pensato per agevolare il lavoro delle imprese". Ma proprio le imprese sono quelle che ci hanno rimesso più di tutti.
Innanzitutto il collaudamento del sistema è stato un vero e proprio fiasco. I vari rinvii che accennavamo poc'anzi, erano dovuti ad un sistema operativo poco chiaro, e che non ha mai funzionato a dovere, creando confusione e problemi sulla registrazione dei rifiuti. Si pensi poi che, per cercare di risolvere queste difficoltà, fu indetto dal ministero dell'ambiente il Click Day da tenersi a maggio, coinvolgendo oltre 300mila aziende. La prova finì con un fallimento totale: chiavette usb illeggibili, call center perennemente occupato, etc... Insomma, più un Crack day che un Click day.

Da non sottovalutare anche il discorso dei soldi spesi in tutto questa sistema Sistri.
Le aziende avevano l'obbligo di un contributo annuo molto più salato rispetto a quello che si pagava precedentemente all'atto della compilazione del MUD.
Questo contributo è stato versato per due annualità (2010 e 2011) nonostante le continue proroghe dell'avvio del sistema Sistri.
Consideriamo poi l'investimento effettuato dalle aziende per adeguarsi al sistema operativo, sopratutto quelle piccole imprese o artigiani, che hanno l'obbligo di installare la connessione ad internet che magari prima non avevano, oppure in zone d'Italia dove la linea non funziona o funziona poco (a proposito, ma non dovevano partire anni fa con gli investimenti sulla banda larga?).
E poi si è speso tanto tempo (che pur sempre denaro è), per capire come far funzionare questo sistema per la loro impresa.
Il discorso economico non è di secondaria importanza, visto anche il periodo di crisi che attanaglia il nostro Paese. Perchè poi ci sono anche le spese sostenute dal ministero: l'appalto affidato alla Selex (società che si occupava del sistema di tracciamento) affidato senza gara, e le spese di svariati milioni di euro, investite per questo progetto (solo le spese iniziali sono state di 5 milioni di euro, poi ne saranno presumibilmente sopraggiunte altre).
Con la scusa che la prosecuzione di questo progetto sarebbe gravata ulteriormente sulle casse dello stato, con la definitiva abrogazione del Sistri, si sono buttati via, tutti i svariati milioni di euro già investiti in passato. E ancora non si sa se e quanto costerà rimborsare i contributi che le imprese avevano già versato.
In conclusione, il tutto si è rivelato una grossissima farsa.

Se si fosse fatta un analisi del programma assieme alle aziende, e se si fosse progettato in maniera seria, il Sistri avrebbe potuto funzionare bene, creando un sistema più fluido di registrazione che sarebbe stato meno difficoltoso e macchinoso per le aziende.
E nel contempo avrebbe monitorato, molto più efficamente rispetto ad adesso, il traffico dei rifiuti, contrastando seriamente l'inquinamento selvaggio, il traffico illecito di rifiuti, le discariche abusive e le ecomafie.
E' proprio mancata la serietà ed il convicimento, da parte del nostro governo, di portare a termine questo interessante progetto. Ad oggi, l'ottimismo ostentato dal ministro Prestigiacomo durante i due anni di rinvii, risulta una tragica barzelletta, poichè non si è voluto, nei fatti, realizzare un modello di gestione chiaro e condiviso ad ogni livello.

La definitiva cancellazione del Sistri, scontenta anche le numerose associazioni che difendono l'ambiente. Occorre, dunque, rivedere il tutto, e non perdere quanto di buono fatto fin'ora (anche se poco).
Il senatore dell'Italia dei Valori Felice Belisario ha già annunciato che presenterà un emendamento contro l'abrogazione del Sistri.

Tommaso Riccò

lunedì 25 luglio 2011

Consiglio comunale di Giovedì 21 Luglio 2011 (proposte fattibili o pura propaganda?)

Ho partecipato al consiglio comunale tenutosi Giovedì 21 Luglio, e tra i tanti punti trattati, mi soffermerei a parlare di due proposte fatte dal Movimento 5 Stelle.

La prima riguardava l'installazione di una web cam durante le sedute consigliari, in modo da permettere la diretta in streaming su internet, del consiglio comunale. Inutile dire che noi come Italia dei Valori, siamo assolutamente d'accordo a questa proposta, come è inutile sottolineare che è gia da qualche anno che il nostro partito si fa promotore di queste iniziative a livello locale. Tanto è vero che, negli incontri precedenti alle scorse elezioni amministrative, avevamo indicato questo come un nostro punto programmatico.
La decisione presa dal consiglio ci trova d'accordo: la maggioranza si impegna ad attuarla, ed ha chiesto tempo per valutare questo discorso dal punto di vista legale (tutela della privacy) e dal punto di vista economico. Va ricordato che, queste valutazioni, non sono state minimamente approfondite dal Movimento 5 Stelle, che invece ha presentato questa mozione "di pancia", senza, cioè, valutare ed esporre alla giunta queste particolarità di tutela privacy e di rispetto della legge (particolarità mica da poco).

La trasmissione in diretta delle sedute consigliari, è stata pensata perchè le sedute consigliari sono pubbliche per legge, e con questo metodo si darebbe la possibilità di seguire anche da casa, quello che viene deciso o discusso nel proprio comune. Un'operazione di trasparenza verso i cittadini.
Siamo dunque contenti che la maggioranza abbia accolto questa proposta, e ci auguriamo di arrivare nel più breve tempo possibile, ad una definizione precisa sulla trasmettibilità dei consigli comunali.
Una valida alternativa (come da me esposto nella riunione pre-consigliare avuta con la maggioranza prima della seduta consigliare vera e propria) potrebbe essere quella di valutare i sistemi di cui già si dispone, prima di scegliere sistemi a pagamento. Per esempio, avviene già una registrazione audio di tutti gli interventi e le votazioni. Si potrebbero metterli disponibili sul sito del comune, creando un archivio di file mp3 scaricabili e consultabili dal cittadino. Questa potrebbe essere una soluzione più immediata per rendere più trasparenti le sedute, e non impegnerebbe una installazione di web cam, che, anche se non costerà tanto, non credo comunque che possa ottenere un audience od un seguito elevatissimo.

Il secondo tema discusso, riguardava il sostengo ad attività di mobilità sostenibile, in particolare al sistema "Jungo", che è un tipo di car-sharing, che funziona grosso modo, come l'autostop, dove però, sia il conducente che la persona che chiede il passaggio, sono certificati, dalla stessa associazione, come persone con la casella giudiziaria pulita (dunque persone affidabili).
Premesso che tutto ciò che riguarda la riduzione dell'inquinamento, e in questo caso, la mobilità sostenibile, sono tematiche di assoluto rispetto, non credo che sia giusta la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle.
Questo in quanto, il sistema Jungo, ha queste particolarità:
- La città di San Martino in Rio, per le sue dimensioni ridotte, non ha le caratterisithce per partire con questo progetto, poichè ci vogliono dei numeri significativi di iscritti, affinchè questa proposta parta e abbia la sua funzione positiva. Ricordiamo, inoltre, che questo sistema Jungo si sta utilizzando nelle province di Trento e Bergamo. Province, dunque, e non singoli comuni. La nostra provincia potrebbe favorire questo sistema di car-sharing/autostop. Ma da solo il nostro comune potrebbe fare molto poco.
- Le persone che usano il sistema Jungo hanno una tessera da mostrare, al conducente o al passeggero. Questa tessera attesta che la persona non ha commesso reati fino al momento dell'iscrizione. Già... ma dopo l'iscrizione? E' vero che il controllo sulla persona viene effettuato ogni anno, comunque questo non ci garantisce al 100% contro reati successivi. Inoltre, come ha evidenziato il consigliere Fuccio, (che spesso si trova in trentino per lavoro), nella provincia di Trento, sono stati rilevati alcuni problemi causati da malintenzionati. E' vero che questo sistema si basa anche sulla fiducia, ma anche il più piccolo reato, potrebbe scoraggiare il cittadino a sostenere Jungo. Se ci fossero dei problemi come questo, si potrebbe mettere in difficoltà anche l'immagine che ha un Comune sul territorio (poichè il Comune ha sostenuto l'iniziativa).
- Jungo sarebbe difficilmente realizzabile nella vita di tuti i giorni. Innanzitutto vi è l'incertezza di trovare il passaggio quotidianamente per andare al lavoro, visto che si basa su autisti volontari, su cittadini comuni, che non devono rispettare tabelle od orari come i bus di linea. Inoltre, ammesso che io riesca a trovare un passaggio, per recarmi nel luogo di destinazione, avrò poi il problema di riuscire a fare il viaggio di ritorno. Chi mi garantisce che troverò una macchina anche per il rientro a casa?
- Un punto non esposto da Bussetti del Movimento 5 Stelle, (che anche qui ha presentato una mozione interessante, priva però dei necessari approfondimenti per sostenerla) è che questo sistema prevede il pagamento di un corrispettivo. La società Jungo propone tariffe sulla quali basarsi, per il calcolo del pagamento della prestazione offerta. Teoricamente dovrebbero essere tariffe convenienti, non so se lo sono paragonate ad un abbonamento annuale di un bus di linea. E comunque, anche qui il patrocinio del Comune, richiesto dal Movimento 5 Stelle, in caso di controversie sui rimborsi, sarebbe stato fuori luogo.

Detto questo, credo che lo spirito dell'iniziativa sia da lodare, ma credo che allo stato attuale delle cose sia impensabile per il Comune di San Martino in Rio, sostenere la società Jungo (tra l'altro società privata).
Se poi il sistema Jungo, dovesse avere successo, e nella zona tra San Martino, Rubiera Correggio, si contassero un numero significativo di iscritti, allora si potrebbero analizzare forme di sostegno all'iniziativa. Ma, allo stato attuale delle cose, questo sistema (che personalmente ritengo macchinoso), non creda debba ricevere il sostegno del Comune.
Credo che abbiano agito bene i consiglieri che hanno votato in maniera contraria (la mozione alla fine non è passata).

Siccome ritengo che questa mozione non sia così importante nel risolvimento dei problemi di traffico a San Martino, trovo esagerato il comportamento del Movimento 5 Stelle, che critica a gran voce la bocciatura di questa proposta sui giornali.
E' stato espresso un voto in consiglio comunale, e bisogna prenderne atto; considerando che questa mozione non era una questione di vita o di morte per San Martino in Rio, finire sui giornali ad ogni bocciatura, si rischia per passare per persone che cercano solo pubblicità.

Tommaso Riccò

lunedì 13 giugno 2011

Referendum 2011: legittimo godimento!!


Un grazie di cuore a tutti i sammartinesi che hanno votato e sostenuto questi referendum. Una grandissima dimostrazione di impegno civico, che ha visto al voto ben oltre il 69,5% dei cittadini di San Martino in Rio.
Un risultato importante che dimostra che queste tematiche sono sentite e partecipate dai cittadini.
Un risultato che non vogliamo assolutamente politicizzare, perchè questa vittoria, è una vittoria della gente comune, e non solo dei partiti.

Chiaramente, un successo di questa portata, su questi quesiti, pone alla sinistra italiana un doveroso ragionamento sul proprio futuro.
E' infatti innegabile che, i quesiti proposti dal referendum, siano inerenti a tematiche proprie del centrosinistra (la difesa dell'ambiente, la legge uguale per tutti, etc..).
Se fino a poco tempo fa, la caparbia opposizione messa in atto dall'Italia dei Valori, veniva ribatezzata come "populismo e demagogia", oggi abbiamo avuto la prova che non è così.
Non vogliamo assolutamente fare nostro questo successo, che, come detto poc'anzi riguarda TUTTI gli italiani.
I risultati, però, pongono a questo centrosinistra (specialmente al PD), una dichiarazione chiara e trasparente su cosa gli italiani vogliono.
Una svolta verso il "terzo polo" sarebbe una ulteriore disfatta.
Mentre un politica svolta su tematiche serie, trasparenti, e attenta ai movimenti dei cittadini, porterà sempre, la soddisfazione ed il consenso dei cittadini italiani

lunedì 6 giugno 2011

Informiamoci sui referendum: Martedì 7 Giugno 2011 a San Martino in Rio


NUCLEARE, ACQUA, GIUSTIZIA: INFORMIAMOCI SUI REFERENDUM.

Martedì 7 giugno ore 21,15
presso ex chiesa San Rocco,
Via San Rocco (angolo Via Magistrelli)
San Martino in Rio (RE)

Serata dibattito per approfondire le tematiche referendarie. Tramite esperti, vedremo di conoscere a fondo i quesiti e le ragioni del Sì. Perchè il futuro del nostro Paese, l'abbiamo in mano noi cittadini!!

Introduce:
Tommaso Riccò, IdV sez. di San Martino in Rio

Interverranno:
Marzio Portioli, Responsabile IDV Ambiente Reggio Emilia
Luca Nasciuti, Responsabile Legalità e Giustizia IDV Reggio Emilia
Emanuele Magnani, Consigliere Provinciale Reggio Emilia
Comitato Acqua Bene Comune

INFORMARSI CONVIENE!

Serata realizzata con la collaborazione del Comitato Pro-Referendum di San Martino in Rio composto da:
Italia dei Valori
Lista Ambiente per San Martino
Rifondazione Comunista
Partito Democratico
Sinistra Ecologia Libertà
e... i cittadini di sammartinesi.